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Malta, una nave all’ancora

Malta, una nave all’ancora

È come una nave nel Mediterraneo. L’isola di Malta, o meglio il suo arcipelago, se ne sta nel mezzo del Canale di Sicilia, preda delle onde. Ma come ogni nave che si rispetti nella stiva nasconde dei tesori che andremo a scoprire insieme, in un weekend lungo o in qualche giorno in più.

Sono tesori antichi, dall’archeologia all’arte barocca, di inestimabile valore, ma sono anche paesaggi naturali incredibili, antiche saline greco romane, rifugi sotterranei, catacombe e fortificazioni vittoriane sperse fra i monti.

Ma la nostra nave, oltre a una stiva, ha anche una cambusa. E così la fame di noi viaggiatori a Malta può essere placata in molti modi. Con i succulenti piatti di coniglio, il piatto nazionale dell’arcipelago, con il pesce pescato e servito sui moli di Marsaxlokk o con i curiosi street food che uniscono la praticità del cibo di strada a sapori che provengono dalla storia più antica di queste isole. Il tutto si trova a poco più di un’ora dall’Italia.

 

Dalla preistoria al Novecento: un’isola di storia e storie

Un viaggio a Malta non può che iniziare dalla capitale del paese: la Valletta. Questa fu la sede dei cavalieri ospitalieri dell’ordine di Malta fin dal Cinquecento. Qui, in questo meraviglioso porto naturale tutto circondato da edifici color sabbia, è sorta una città maestosa che conserva un’enorme cattedrale barocca con un pavimento stupefacente, e un celebre e meraviglioso dipinto di Caravaggio. Tutto questo sorge in un intrico di viuzze tipicamente mediterraneo nel quale spuntano, eredità del passato coloniale, pub all’inglese e caffè dal sapore tipicamente europeo. Malta è di certo Europa, ma la sua vicinanza con l’Africa e i suoi rapporti con l’oriente arabo si fanno ancora sentire tanto nella lingua quanto nell’immagine generale delle sue città. Tra queste forse la più evidentemente debitrice della dominazione araba è Mdina. Questa piccola cittadina è un vero gioiello ed è mantenuta splendidamente. Fra i suoi vicoli curvi, dei quali non si vede mai la fine, risuona il calpestio degli zoccoli dei cavalli e giunge il fischio del vento che soffia incessantemente dal Mediterraneo. Malta riserva tante altre sorprese, come antiche catacombe e linee di fortificazione inglesi del periodo della regina Vittoria, ma il paese non è tutto qui. Anche Gozo, l’altra isola maggiore dell’arcipelago, custodisce cittadine dal sapore unico come Rabat, con la sua fortezza che domina il mare, ma anche vestigia preistoriche come il sito di Gigantija. Queste rovine archeologiche megalitiche sono persino più antiche di quelle di Stonehenge e aprono un universo di conoscenza che diventa ancor più stupefacente quando si visitano le antiche saline greco romane. Si tratta di piscine scavate nella nuda roccia che ricevono ancora l’acqua tempestosa del Mediterraneo come secoli fa, immerse nella luce abbacinante delle scogliere.

 

Dal campo al piatto

Ora che con un breve ma panoramico traghetto abbiamo messo piede a Gozo, faremo conoscenza con lo spirito più tradizionalista del paese. In quest’isola settentrionale infatti la vita scorre ancora secondo i tempi della natura e delle stagioni. Qui si possono trovare aziende agricole e vinicole che producono ortaggi e vini genuini, partecipare a delle degustazioni, e apprezzare la natura ancora incontaminata del luogo. Zompettano qui i conigli, che sono protagonisti a tavola. Il piatto nazionale maltese è infatti un saporito salmì di coniglio, che costituisce la portata principale dei pranzi della domenica. Prima, come antipasto, sono altrettanto tipiche le lumache. Ma se l’orizzonte del mare, che si scorge da quasi ogni punto dell’arcipelago, vi ha fatto voglia di pesce, allora è meglio riprendere il traghetto e tornare nell’isola principale. Il porto di Marsaxlokk, imperlato di un’infinità di barche coloratissime, potrebbe trovarsi, sospeso in un sogno di luce e mare com’è, in Sicilia come in Africa o sulle coste del Vicino Oriente. È il luogo dove venire a gustare il pesce, che arriva giocoforza freschissimo (a miglio zero) sulle tavole dei localini piazzati sul lungomare. Tutto qui? Certo che no. A Malta si può persino mangiare un panino che è diventato patrimonio dell’UNESCO, la ftira, un ciambellone ripieno di sardine o tonno e patate; oppure tappare i buchi allo stomaco con i caratteristici pastizzi, una sorta di incrocio fra un burek mediorientale e una sfogliatella napoletana, ripieno di piselli o di ricotta.

 

Mediterraneo all’ennesima potenza

A Malta si parla una lingua semitica. Quasi un dialetto arabo simile a quello che si parlava secoli fa in Sicilia. È curioso quindi scoprire come le insenature che si infilano profondamente nella costa rocciosa del versante meridionale dell’isola vengano chiamate wadi, proprio come ancora oggi si chiamano i greti dei fiumi secchi nei paesi del Nord Africa. In questi wadi, però, non è l’aridità del deserto a dominare, bensì le acque del Mediterraneo che accolgono il visitatore invogliandolo a tuffarsi. I flutti cristallini che si insinuano fra pareti rocciose verticali e monumentali sono infatti un richiamo fortissimo. Non si pensi però che andare al mare a Malta sia necessariamente un’operazione difficoltosa, un’escursione su sentieri impervi. Ampi versanti dell’isola riservano calette di sabbia fina sulle quali abbandonarsi placidamente ai piaceri della spiaggia, pensando a quanto tempo ci sia voluto per scoprire che una meraviglia come Malta si trovava proprio dietro l’angolo!

 

Piero Pasini

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