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Dalla cura al prendersi cura. La rivoluzione lombarda

Lombardia, dalla cura al prendersi cura. La rivoluzione della sanità. A colloquio con l'assessore al welfare Giulio Gallera. 'I nuovi provvedimenti che abbiamo preso in Regione Lombardia vanno nella direzione della eccellenza e dell'innovazione. Vogliamo passare dalla cura al prendersi cura del paziente. Una vera e propria rivoluzione a favore dei pazienti che ridarà' al…

Lombardia, dalla cura al prendersi cura. La rivoluzione della sanità. A colloquio con l’assessore al welfare Giulio Gallera.

‘I nuovi provvedimenti che abbiamo preso in Regione Lombardia vanno nella direzione della eccellenza e dell’innovazione. Vogliamo passare dalla cura al prendersi cura del paziente. Una vera e propria rivoluzione a favore dei pazienti che ridarà’ al medico di base un ruolo centrale e favorirà ‘migliori collaborazioni tra istituzioni, case farmaceutiche, universita e centri di ricerca’ così l’assessore Giulio Gallera ha raccontato ad Affaritaliani.it in occasione della prima di una serie di visite con le eccellenze industriali della Regione, lo stabilimento Bayer a Garbagnate.

Insieme all’amministratore delegato di Bayer Monica Poggio l’assessore ha visitato parte dei reparti di produzione che hanno prodotto, solo lo scorso anno, qualcosa come 10 miliardi di compresse, soprattutto cardioaspirina anche per il mercato cinese.

Da dove nasce questa rivoluzione?
‘Innanzitutto dall’esigenza della Lombardia di non sedersi sui successi di una sanità considerata di eccellenza – sottolinea Gallera – da 10 anni il panorama della sanità è cambiato anche perché si è sviluppato l’aspetto nuovo della cronicità. Farmaci migliori aiutano anch’essi ad allungare la vita e a semplificare la cura di queste malattie’.

Quindi più costi e un approccio diverso?
‘Certamente. Il sistema nazionale sanitario è passato da 111 a 113 miliardi di risorse, con miglioramenti dei livelli medi di assistenza: dalle malattie rare, alle vaccinazioni per tutti fino alle cure per importanti malattie oncologiche’.

Da un lato abbiamo nuove esigenze e dall’altro costi maggiori per farmaci di ultima generazione. E quindi la soluzione?
‘Nessuno ha avuto il coraggio della Regione Lombardia che ha messo in piedi una riforma capace di coniugare il controllo della spesa con un’assistenza adeguata al paziente cronico. Sui 18 miliardi che la Lombardia riceve per la sanità il 70% viene intercettato dai malati cronici. Con il provvedimento di pochi giorni fa stiamo rimodellando la nostra offerta sanitaria mettendoci al servizio dei bisogni del cittadino. Finalmente abbiamo definito i costi standard della cronicità e non solo della singola siringa’.

E per i medici di base?
‘Vogliamo riportarli al centro del processo e dovranno organizzarsi in maniera diversa, insieme agli altri. I Creg le cooperative di medici per gestire pazienti cronici sono un esempio significativo di come potrebbe esser questo modello. Abbiamo previsto un 8% in più che dovrebbe essere dedicato all’organizzazione del nuovo approccio’.

Ancora una volta ci sembra che la Lombardia e Milano siano davvero i motori trainanti del paese.

(di Daniele Rosa – fonte: www.affaritaliani.it)

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